Sento insopprimibile il desiderio di dire la mia sulla questione "mamme eterodirette da manuali per mamme" che tanto ci riguarda, e ci indigna ci indispone ma ne siamo segretamente attratte.
E esprimerò qui la mia opinione, tanto in casa il montanaro mi ha già detto che la faccenda lo sfiora solo mooolto da lontano (perchè nulla che madrenatura non ci abbia già insegnato è degno di essere studiato, forse) e la figlioletta ha replicato "papti-ca", che significa chiaramente "mamma a me della tua ricerca ossessiva di bibliografia essenziale non me ne può fregare di meno".
Orbene, come per tutte le cose, la materia è pressochè infinita, ma se proprio vogliamo parlarne urge almeno fare una distinzione (si, è una distinzione piena di pecche, come tutte le altre, del resto, visto che il mondo è inconoscibile e la conoscenza è fluida ecc...ecc...). Comunque:
I manuali . Generalmente hanno un titolo simpatico, una copertina con grafica sfiziosa, nel sottotitolo è presente l'avverbio "come" oppure la locuzione "senza stress"o il sostantivo "metodo" e sono figli dei loro tempi, non ne faccio certo una colpa e neanche un merito. Non li cito tanto ce li abbiamo tutti sul comodino, basta guardare quelli.
I libri. Ora, i libri sono una cosa assai diversa. Li ha scritti gente che HA STUDIATO, ha studiato un sacco, e sa quello che dice. Magari sono neuropsicologi infantili, pediatri, psicanalisti, filosofi o educatori. Studiosi dell'età evolutiva, insomma. Comunicano una visione del mondo, che poi si può applicare anche ai casi minuti -vogliamo considerare il pezzo di pane tutto sporco,smangiucchiato e abitato da strane muffe che la fanciulla porta sempre con sè un oggetto transizionale? benone! Però l'interpretazione è affar nostro, non darei ulteriori responsabilità al signore qua sotto.
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Il buon D.Winnicott |
Il fatto è che questi signori qua hanno idee che vanno oltre il cambio del pannolino, e non credo proprio che avere figli sarà per sempre un problema di cambio pannolino. Nè un problema di pappe vegane, cosleeping, giochi con la pasta di sale, quanta televisione, al nido o con i nonni, attività che rendono più intelligenti, vestiti solo di lana cotta, fascia o marsupio et similia. Queste cose secondo me possiamo sbrigarcele egregiamente da sole, come abbiam risolto tante altre faccende durante i nostri circa trent'anni di esistenza. Dipendono da come siamo, che famiglia abbiamo. Eravamo tutte diverse prima di essere mamme, lo saremo anche dopo. Però già che ci siamo possiamo cogliere l'occasione per approfondire un po' gli studi.
Io sono un architetto, nè particolarmente brava, nè particolarmente cattiva. Però ho studiato svariati anni per diventarlo. E adesso, tra le varie cose futili su cui mi esprimo, posso dire dove va posizionato il divano o che colore scegliere per le piastrelle con cognizione di causa.
Perchè per le mamme dovrebbe essere diverso?
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Ecco la volitiva Melanie Klein |
Bisogna studiare, insomma. E la bibliografia non manca.
C'è Bruno Bettelheim, che scrive Un genitore quasi perfetto e a parte aver detto quasi già tutto con il titolo, ogni tanto ci mette anche descrizioni della sua infanzia e fa quasi tenerezza
C'è Donald Winnicott, e il suo misericordioso concetto di madre sufficientemente buona (e 6+ me lo ricordo, era proprio un bel voto!)
C'è Melanie Klein, vorrei dire qualcosa di sensato ma lei mi sa che non l'ho capita tanto
C'è Maria Montessori, che dovrebbe essere un orgoglio nazionale, e non ha solo creato il famoso metodo, ma ha anche scritto tantissimo. E in Toscana non c'è neanche una scuola Montessoriana, vabbè.
E questi signori, secondo me, andrebbero letti. Poi magari ce ne sono tanti altri di fondamentali, prima o poi li troverò e li leggerò, non sono del ramo, mi ci vuole un po' di tempo.
Di tempo ne ho: non ho mai letto un manuale su come addormentare i bambini e infatti stiamo sveglie tutta la notte.
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